- Prefazione: Sandrone Dazieri
- Pagine: 192
- Collana: Underground
- Prezzo: € 20,00
- ISBN: 9791256170135
- Data Uscita: 09/05/2025
Un libro che ha delle analogie incredibili e tristi con lo sgombero del Leoncavallo dell’agosto 2025. Quando il potere cerca di uccidere la creatività.
Questo romanzo, diventato ormai un classico, costituisce la narrazione fedele, drammatica e comica, di un evento epico creato da quegli strani soggetti metropolitani chiamati “i leoncavallini”, gente che dopo 50 anni ha ancora la capacità di spaccare in due le opinioni di una città.
Una storia sulla musica ribelle e sulla ribellione, che farà ridere, appassionare, commuovere, e che ha sullo sfondo due diverse Milano: una fredda, corrotta ed elitaria; l’altra calda, bizzarra ma onesta e solidale, che vive una condizione un po’ da tragedia, un po’ da commedia, ma senza dubbio più umana.
NUOVA EDIZIONE 2025 – PREFAZIONE DI SANDRONE DAZIERI
CON UN’INTERVISTA A PRIMO MORONI DELL’AGOSTO 1989, TRATTA DA “DECODER”
Nelle 24 ore a cavallo tra il 15 e il 16 agosto 1989, Bruno e la sua sgangherata rock band si trovano coinvolti, un po’ per caso, un po’ per scelta, in una delle vicende più leggendarie degli anni Ottanta: l’opposizione allo sgombero del centro sociale Leoncavallo. Una faccenda che si rivela “grossa e scottante”, tra bombe molotov, gas lacrimogeni e fughe sui tetti per sfuggire alla polizia.
Bruno è un tipo strano, musicista e sognatore, più che militante ortodosso. Vuole sì difendere i suoi ideali e quel luogo, ma anche la sua sala prove, indispensabile per la sua sopravvivenza nella opulenta e decadente “Milano da bere”, che lui non accetta e che non lo accetta.
Con il suo romanzo-verità dallo stile immediato, irresistibile, altamente comico e a tratti drammatico, Bruno ci catapulta in un’epoca in cui centinaia di gruppi rock calcavano i palchi scassati e i pavimenti sporchi di locali underground e luoghi alternativi, lugubri parchi e bar malfamati. E che per la prima volta hanno avuto il coraggio di dire: “No!”.
“Rileggere quanto accaduto nelle pagine di questo libro ha, come si dice, risvegliato in me fantasmi che credevo sopiti e ricordi lacrimevoli. Se c’eravate anche voi, sono certo che subirete il medesimo effetto, altrimenti avrete un assaggio di quello che fu un periodo straordinario e bellissimo di cui ci sentimmo protagonisti ed eroi. E forse lo fummo davvero, per un breve istante.” Dalla prefazione di Sandrone Dazieri
Dal romanzo. Ferragosto 1989:
“In questi giorni il Leo è deserto e specialmente alla mattina non c’è anima viva. Se vogliono davvero sgomberare non troverebbero ostacoli. Una volta entrati piazzerebbero un bel cordone di blindati e la tua batteria la rivedresti, se ti va di culo, in tv a una parata militare, mentre un caramba ci suona sopra Fratelli d’Italia. Se è vero che ieri sera sono passati ad avvertire, vuol dire che vogliono gente all’interno del centro e che vogliono il casino rischiando il meno possibile. Perché adesso il quartiere è deserto e le probabilità che un estraneo si faccia male sono minori. C’è solo una cosa però che non capisco… noi adesso ce ne stiamo lì dentro tranquilli a organizzare concerti… perché dovrebbero sbatterci fuori, a creare casino in giro?”
La risposta è secca: “Forse perché qualcun altro vuole mangiare al posto loro.”
Ne hanno detto:
il manifesto: “Pagine divertenti che si fanno divorare.”
Wu Ming Foundation: “Lo abbiamo letto e ci è piaciuto. È una commedia degli equivoci, è la storia di una band, è un diario scritto con la macchina del tempo e affidato alla posta pneumatica, è uno spaccato di Milano popolare…”
Roots Highway: “Una rock’n’roll band, a modo suo, è una città, una repubblica, un modo di stare nel mondo.”
Commenti dei lettori:
“A mio avviso uno dei più bei libri che parlano di musica, periferia, politica ed altre cose che adesso sembrano distanti secoli. In tutto ciò non c’è nostalgia e non è la solita menata sui bei tempi andati.”
“Non lo dimenticherete. Romanzo potentissimo, esaltante, e scritto benissimo. Leggendolo ho finalmente capito cosa c’era di tanto speciale in quel periodo. Consigliatissimo.”
“Commovente per chi c’era, divertente per i più giovani, la narrazione. L’età d’oro del centrosocialismo anni Novanta è nata quel giorno.”
Vincitore del “Premio Macchina da Scrivere” come romanzo musicale.
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