- A cura di: Raf Valvola Scelsi
- Traduzione: Raf Valvola Scelsi
- Pagine: 208
- Collana: Varia
- Prezzo: € 18,00
- ISBN: 9791256170234
- Data Uscita: 27/02/2026
Sabato 14 marzo h. 18 ShaKe, via Ingegnoli, 13 Milano. Evento: “Hakim Bey: Il filosofo ‘irregolare’. Dalle TAZ all’anarchismo spirituale.” Interviene Raf Valvola Scelsi, con la proiezione di un video inedito di Hakim Bey.
Hakim Bey esalta il ruolo dei maestri “immaginari” o morti da tempo nel trasmettere “la vera conoscenza” tramite i sogni. Un esempio perfetto di “anarchismo spirituale”, finalmente libero dai vincoli dettati dalle linee di dipendenza psicologica guru-discepoli.
Accanto all’antica interpretazione dei sogni, che affonda le proprie radici nella cultura popolare egizia, greco-romana e sumera, esiste anche un’altra tradizione che vede nel sogno uno strumento iniziatico in grado di indirizzare la coscienza verso superiori stati non ordinari. Diversi filosofi e mistici hanno esplorato queste possibilità. Dall’Islam immaginale di Ibn Arabi, allo sciamanesimo siberiano, dai culti spirituali della diaspora africana alle scritture taoiste ispirate all’uso rituale della canapa.
Si tratta di un vero e proprio nuovo terreno quello descritto da Hakim Bey che rifugge la consolidata catalogazione simbolica dei sogni per approdare diversamente al mondo immaginale e al regno della contemplazione mistica.
Due i fili conduttori. Da una parte il significato dei “libri dei sogni” – non cataloghi interpretativi del simbolismo, ma testi misteriosi ricevuti nello stato onirico. Dall’altra il rifiuto della centralità di un maestro in carne e ossa, dello shaykh, che ha come finalità di guidare il devoto nel processo spirituale.
“Nella misura in cui il Corano è stato rivelato in modo così onirico, dobbiamo ammettere che il Libro stesso è anche una sorta di libro dei sogni.”
UN BREVE ESTRATTO
Yakut: il mito del primo sciamano
“Il suo nome era An-Argyl-Oyum.
“Era potente e compì grandi miracoli: resuscitò i morti, restituì la vista ai ciechi. La voce di questi miracoli arrivò fino ad Ai-Toyen (Dio). Mandò a chiedere allo sciamano in nome di quale divinità operava questi miracoli e se credeva in lui? An-Argyl-Oyum (il forte e importante sciamano) rispose tre volte che non credeva in Dio e che compiva i miracoli grazie al proprio potere e la propria forza.
“Ai-Toyen, in preda alla furia, ordinò che lo sciamano fosse bruciato.
“Ma, poiché il corpo di Oyum era fatto di rettili, una rana riuscì a sfuggire alle fiamme e andò a vivere in una montagna molto alta.
“I discendenti di questa rana sono i potenti demoni che ancora oggi riforniscono gli sciamani degli Jakuti.”