- A cura di: Raf Valvola Scelsi
- Traduzione: Giancarlo Carlotti
- Prefazione: Raf Valvola Scelsi
- Pagine: 176
- Collana: Fuori collana
- Prezzo: € 8,50
- ISBN: 9788897109709
- Data Uscita: 19/05/2019
Psicologia delle folle è uno dei libri più importanti del Novecento. Apparso nel 1895, ha anticipato il secolo, l’uso strumentale delle folle e la stagione delle grandi dittature con una capacità previsionale straordinaria. Ha influenzato Freud, Theodor Roosevelt, Mussolini, De Gaulle. “Le Monde” lo ha posto tra i libri più influenti del Novecento. Insomma, siamo di fronte a un testo che bisogna leggere. Perché purtroppo mantiene tutta la sua attualità.
Non solo, ha aperto la strada alla comparsa delle masse sul proscenio della storia ma anche all’emergere della categoria di pubblica opinione e alla produzione del consenso. Ha spianato la strada all’emergere di una nuova disciplina, la psicologia sociale, diventando un testo fondamentale di sociologia della comunicazione.
Alla base un’intuizione geniale: la logica che presiede ai comportamenti collettivi differisce totalmente dalla psicologia individuale.
Le folle sono una forza distruttiva, priva di una visione d’insieme, indisciplinata. Cosa che le rende facilmente orientabili e influenzabili. Il prestigio e il carisma del leader, grazie all’uso ripetitivo di poche e semplici parole d’ordine, non argomentate, è in grado di accedere al loro primitivo inconscio collettivo e quindi di manovrarle.
Nell’anima collettiva, le attitudini intellettuali degli uomini, e di conseguenza le loro individualità, si annullano.
L’edizione ShaKe è la più curata sul mercato per note e apparati, strumenti indispensabili per capire bene uno dei libri più importanti del Novecento e ancora attualissimo. Molto più utile delle edizioni di pochi centesimi più economiche.
Un breve estratto dalla Prefazione esplicativa di Raf “Valvola” Scelsi
La fortuna de La Psicologia delle folle
La fortuna del libro esplose negli anni tra il 1910 e il 1930, negli anni in cui le masse occupano con forza il proscenio della storia. In quel periodo storico difatti non c’è stato leader politico di una certa importanza che non abbia fatto propria la lezione teorica sulla gestione delle folle raccontata da Le Bon.
All’inizio del 1900 il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt, in visita a Parigi chiede di poterlo incontrare, avendone letto il libro. Fonti terze segnalano che lo stesso Lenin conoscesse le sue tesi, anche se secondo queste stesse fonti il testo a cui si riferiva era quello del 1894, Le leggi psicologiche dell’evoluzione dei popoli, e non La psicologia delle folle. La sua morte nel 1931 non passa di certo inosservata, tanto da far accorrere al suo feretro il ministro degli esteri francesi, Aristide Briand. Altri importanti politici influenzati dal suo pensiero furono Winston Churchill e, come molti sanno, Benito Mussolini. Il quale nel 1926 così si espresse “ho letto tutta l’opera di Gustave Le Bon; e non so quante volte ho riletto la sua Psicologia delle folle. È un’opera capitale, alla quale ritorno spesse volte, ancora oggi..” “Corriere della Sera”, 12/6/1926. Un debito verso Le Bon, quello sentito da Mussolini, che fa il paio con l’altra sua passione politica, quella verso l’anarchico George Sorel e il suo saggio sulla violenza rivoluzionaria. Tra Le Bon e Mussolini si instaura persino un seppur breve rapporto epistolare nell’anno di morte dello scrittore francese.
Il 6 aprile 1931 così gli scrive Mussolini in un telegramma: “Rispondo alla vostra lettera: la democrazia è il regime che dà o cerca di dare l’illusione al popolo di essere sovrano. Gli strumenti di questa illusione sono stati diversi secondo le epoche e secondo i popoli, ma questo fondamento e questo obiettivo non sono mai variati. È questa la mia precisa opinione. Colgo l’occasione per inviarle i miei saluti cordiali.”
A parziale completamento della sua importanza culturale sono poi da citare l’influenza esercitata su Charles De Gaulle e la citazione di quanto scrive nel 2009 l’importante quotidiano parigino “Le Monde”, che pone La psicologia delle folle al 14° posto tra i libri più importanti e influenti del Novecento, addirittura prima del Manifesto di Marx ed Engels.
Insomma, tra il 1900 e il 1930 questo libro assurge a una fama straordinaria, sta sui comodini di ogni persona che conta e che fa politica, viene tradotto nelle principali lingue europee ma anche nei paesi arabi, nel Terzo mondo e in Giappone. Forse l’unico a sfuggire a questo censimento è Hitler…
Rassegna Stampa
www.sololibri.net – Rosa Aimoni
Un libro che ha fatto storia, letto e riletto dai principali uomini politici del secolo scorso. Un libro che ogni persona al comando di un’organizzazione (politica, imprenditoriale o di altro genere) dovrebbe leggere.