• Pagine: 150
  • Prezzo: € 16,00
  • ISBN: 9788897109334

Lo sciamanismo è una pratica dalle radici antiche, sviluppatasi in molte e diverse culture, per contattare e controllare il soprannaturale attraverso rituali e tecniche del sacro. È un raffinato protocollo operativo di guarigione che, nel suo kit, include anche un avventuroso viaggio spirituale alla ricerca di se stessi. Gli sciamani sono stati, per millenni, il più affidabile e diretto collegamento con il mito, con le forme di saggezza innate, con gli archetipi. Una particolare categoria di artisti malandrini che – con disciplina, coraggio e follia – fa un uso emancipato dell’immaginazione, ponendola al servizio della propria evoluzione mentale e spirituale e, contemporaneamente, del benessere della propria comunità. Questo libro, labirintico e magico, è una spedizione nel tempo e nello spazio, tra mitiche tribù amazzoniche, allevatori di renne siberiani, dadaismo e rapimenti alieni, Babbi Natale, filosofie sovversive, sacri veleni, piante anarchiche e animali parlanti. Supportata da una galleria di storia del costume sciamanico, attraverso un centinaio di minuziose illustrazioni, offre un campionario di canti poetici tradizionali, genealogie vertiginose e connessioni inaspettate tra realtà multiple.
“In ogni tradizione”, spiega, “lo sciamano compie un ‘volo magico’ attraverso i vari livelli del cosmo, superando ostacoli e difficoltà sempre crescenti, fino a raggiungere un certo grado di conoscenza. Dopodiché ritorna indietro, portando ciò che ha ottenuto a beneficio di tutti. Mantiene così un equilibrio sociale. Vuole compiere il viaggio non per sé, ma per gli altri”. Che cos’hanno in comune le ricerche sul mito di Joseph Campbell, gli esperimenti performativi di Joseph Beuys, i saggi esoterici di Elémire Zolla e i rave techno? Apparentemente nulla. Eppure, una linea che unisce i puntini è stata tracciata da Matteo Guarnaccia in Sciamani. Istruzioni per l’uso culturale.

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