• Pagine: pp. 192
  • Prezzo: € 50,00
  • ISBN: 8888865144

Lo sciopero agricolo dei cinquanta giorni fu uno dei momenti più significativi del Biennio rosso (1919-1920). Nel marzo-aprile 1920 oltre 180.000 lavoratori di Novara, Vercelli, Casale Monferrato, Mortara, Pavia e Voghera diedero vita a uno dei conflitti sindacali più lunghi e radicali di tutta la storia del proletariato italiano. Per oltre due mesi i contadini, con l’appoggio della popolazione locale, bloccarono la produzione arrivando a sacrificare gli interi raccolti e scontrandosi a più riprese con le guardie regie. In momenti diversi si contarono morti e feriti. Non erano in discussione solo i rapporti di forza nel mondo del lavoro, ma l’intero assetto sociale dell’Italia uscita dalla Grande guerra, tanto che le conquiste ottenute grazie a quello sciopero dai braccianti e dalle loro organizzazioni nella contrattazione della manodopera e del collocamento, furono tra le cause principali della reazione fascista in val Padana. La seconda parte del volume affronta l’andamento dell’occupazione delle fabbriche nel settembre 1920 a Novara e dintorni.
Dai rigorosi studi di Cesare Bermani, con l’ausilio di testimonianze dirette, un libro agile e avventuroso, su un memorabile episodio di agitazione e di lotta, dove migliaia di lavoratori uniti, sospinti dalle utopie sprigionate in tutta Europa dalla Rivoluzione dei soviet, riuscirono a mettere in scacco il padronato.

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